“Ma perché certe persone riescono..." /> RITROVARE LA SERENITA' DI FRONTE AD UN PROBLEMA | Sintetizzando

Psicologia

Published on 21 Novembre, 2016 | by Giovanni De Gregorio

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RITROVARE LA SERENITA’ DI FRONTE AD UN PROBLEMA

“Ma perché certe persone riescono a realizzare delle cose ed altre no? Perché certe persone, seppur molto intelligenti, non riescono ad ottenere dei successi nella propria vita? E perché certe persone che pure all’apparenza non sembrano delle cime, di fatto poi conseguono dei risultati importanti, tanto che sembra che nessun ostacolo possa fermarli?”

Ho sentito dichiarare da diverse persone di successo, che loro le cose non solo le pensano, ma le fanno! Non dicono cose tanto diverse dagli altri, ma in realtà l’unica differenza sta nel fatto che loro riescono a farle accadere.

Spesso, nonostante le buone intenzioni, ci impantaniamo, ci fermiamo e non riusciamo più a procedere.. Spesso è come se camminassimo con il freno a mano tirato.. In questo articolo cercheremo di capire il perché di questi blocchi e vi suggerirò un modo per superarli.

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Sapete cos’è uno “sleeping policeman”? Beh, quando lo chiesero a me pensai subito alla traduzione letterale: “un poliziotto che dorme!”

In verità eravamo appena passati con la nostra auto su di uno di quei dossi che servono a farti rallentare la velocità, ed io stavo bestemmiando in “napoletano antico”!

“Macché!..” disse la mia amica che era appena tornata dall’Inghilterra, “..è proprio quello che hai beccato ora!!!”

“Ma che fantasia sti’ inglesi…!?!” pensai…

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Lo “sleeping policeman” è quell’ostacolo fisso e inchiodato a terra, quel dosso che ha il compito di ricordarti di rallentare o addirittura frenare la tua corsa, a costo di procurare disagio e danno alla tua auto e a te. Una sorta di sentinella sempre operativa!

Questa immagine mi è sempre rimasta impressa e mi ritorna oggi pensando ai motivi che ci impediscono di realizzare i nostri obiettivi.

Vi è mai successo, invece, di fluire sciolti e liberi in ciò che state facendo per realizzare il vostro obiettivo? Che bello entrare in contatto con se stessi e sentire l’energia che fluisce e circola liberamente dentro di noi, sentire che esce da noi e si consuma utilmente, magari con fatica, ma senza sforzo! Senza la necessità di doversi preoccuparsi del risultato, senza dover porre attenzione alle conseguenze! Un fluire libero, pieno!

In questi casi riusciamo ad usufruire di tutte le nostre energie senza divieti, senza ostacoli che ne possano intralciare il cammino! Riusciamo ad entrare in contatto con noi stessi, con le nostre energie, con ciò di cui sentiamo davvero il bisogno e ciò che vogliamo veramente. Tutto qui. Il resto è una conseguenza!

Ma allora perché non è sempre così? Perché buona parte delle volte ciò non avviene? E ci verrebbe ancor da dire: cos’è che mi blocca veramente?

N.1: Cominciamo a riconoscere questo blocco, almeno un minimo, altrimenti ci fregherà sempre!

  • Il blocco è un peso sullo stomaco che spesso ti prende quando stai per fare qualcosa di importante (..e spesso lo stai facendo per ottenere l’approvazione di qualcun altro..).
  • Il blocco è un pensiero che ti dice che è pericoloso ciò che stai facendo, che è assai rischioso, e che stai per fare una gran figura di m***a!
  • Il blocco è come un salvavita che ti fa saltare il contatore, o come quando qualcuno tira d’improvviso la spina dalla corrente e si ferma tutto!
  • Il blocco è un’immagine fissa in testa che non si schioda, …di qualche fallimento precedente.
  • Il blocco è quella convinzione che ciò che stai facendo è qualcosa di troppo grande per te!
  • Il blocco è un impulso a fuggire da quella situazione perché il peso sta diventando troppo forte da sostenere!
  • Il blocco è una pressione esterna che è diventata nostra. Qualcuno che ci ha condizionato facendoci sentire quella cosa che vorremmo fare come pericolosa per noi e la nostra sopravvivenza.
  • Il blocco ci lascia un’immagine scadente di noi stessi, producendo chiusura, durezza ed evitamento..
  • E per finire, il blocco è un’idea di noi negativa e paralizzante, prodotto dell’operare nel tempo di tutti i precedenti blocchi messi insieme.

N.2: Il blocco è l’effetto di un divieto! In realtà non è una causa, ma un effetto!!!

Noi diciamo: “sono bloccato!”. E pensiamo che questo sia il problema! Ma il problema reale sono i divieti che ci sono dietro! Divieti del tipo:

  • Questo non si faaa!!!…
  • Questo è pericolosoooo!
  • In questa famiglia non si piangeeeee!
  • Chi soffre è un deboleeeee!
  • Il mondo è fetente! Fai attenzioneeee!?!
  • Il pericolo è sempre dietro l’angolooooo!
  • Non sarò mai come mia madreeee!
  • Non farò mai come mio padreeee!
  • ……………………………

E se vuoi continua tu, riempendo i puntini…

I divieti sono deterrenti, più o meno grandi, che sin da piccoli ci sono stati trasmessi e che abbiamo fatto nostri automaticamente. Tanto che col tempo ce ne siamo anche dimenticati. Ma dimenticarli, per il nostro mondo interiore, significa relegarli nell’inconscio e quindi renderli automatici.

E voi avete una vaga idea con quanti piloti automatici attivati andiamo in giro? Alcune ricerche dicono che il 92% dei ns comportamenti sono automatici, quindi inconsci. E solo l’8% delle nostre azioni sono consapevoli, quindi sono scelte!

Ecco perché ci sono dei blocchi nella nostra testa e nel nostro corpo, più o meno grandi, che ci impediscono di fluire liberamente! Questi sleeping policeman sono sempre lì, impressionati nella nostra testa, pronti a condizionarci ancora e sempre! In memoria di quei divieti che ci hanno messo in testa e che noi stessi, più o meno inconsapevolmente continuiamo a perpetrare!!!

Giòòò! Ma io non l’ho fatto apposta! Io non c’ero…!!!

In effetti non abbiamo “autorizzato” noi questi sleeping policeman a conficcarsi nella nostra testa. Quando è successo non eravamo proprio “presenti” a noi stessi! In effetti dovevano servire solo per proteggerci! E al di là degli effetti, non possiamo credere che i nostri genitori e i nostri insegnanti, quando ce li hanno messi volevano farci del male..!

Giòòò! Ma adesso cominci a fare lo psicologo..!?! E mo’ come si faaa??

 

“L’autorizzazione è lo stato di coscienza, oltre che l’atto fondamentale, a cui dobbiamo mirare per mobilitare le energie. Solo io mi posso autorizzare! Io!! Nessuno ha ne il dovere, ne il compito, ne il potere di autorizzarci. Solo il centro dell’essere autorizza!”   [Antonio G. Tallerini]

 

“Autorizzazione”, in realtà, è un termine giurisprudenziale, non psicologico, e più precisamente è: “Fatto o atto a licitare certe cose, dopo che sono stati rimossi i divieti.” Cioè tolti i divieti si autorizza a…! E’ straordinario! “Mi autorizzo”, significa che tolgo i divieti!!

E’ vero! Chi più e chi meno siamo tutti soggetti a questi divieti e quindi a questi blocchi. Chi lo è di più, realizza di meno; chi lo è di meno realizza di più! E allora il punto è uno solo…ed è radicale:

BISOGNA TOGLIERE I DIVIETI!

L’unico vero modo per riprendere la nostra naturale crescita personale è togliere i divieti che producono i blocchi! Non serve studiarceli solamente, o passare tutto il tempo a capire chi è il colpevole o quanto siamo stati assassini in passato..! Comprenderlo quasi certamente non basterà da solo a cambià sta’ situazione!

senza-titoloOra ditemi: chi di voi non ha mai visto scorrere nella propria testa il film, dove nel cuore della notte usciamo a mo’ di banda bassotti, con il piede di porco in mano, per sradicare da terra un pezzo alla volta questo maledetto policeman che dorme?? Per poi dopo ritrovarsi a godere come un riccio???

“E’ chest che s’adda fa!!!” [traduz. dal ‘napoletano antico’: “Ed è ciò che occorre fare!”]

Ovviamente non mi riferisco al dover sradicare i dossi da terra, (attenzione, altrimenti ci chiudono il blog prima di cominciare) ma a sradicarli dalla nostra testa, questo si!!!

Dobbiamo fare un po’ i giardinieri! In questi casi, infatti, siamo un po’ come una pianta che non riesce a crescere perché infestata da erbacce. Cosa fareste normalmente per una pianta in queste condizioni? Beh, facile! Basterebbe togliere le erbacce e la pianta potrebbe riprendere il suo naturale sviluppo. In sostanza, crescere liberamente.

Ed è così anche per noi! Ecco, svilupparci, significa proprio togliere i viluppi:

S-VILUPPARCI!

Togliere divieti e blocchi che determinati condizionamenti sia esterni, che interni ci hanno procurato, ipotecando certe nostre energie.

“Ma Giòòòò..!!! Ma come si fa!?! …E’ bello a parlà..!”

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“I problemi non si risolvono: …SI SALTANO!”    [Roberto Assagioli]

 

 “E va be’..!! E mo’ che facciamo, mettiamo pure la testa sotto la sabbia???”

“Non ragionar di loro ma guarda e passa!”, ..lo diceva pure Dante! E allora fermati per un attimo! E’ vero o no che quando un ostacolo si presenta davanti, subito diventa un problema?? E lo diventa ancora di più quando trovi qualcuno che ti trasmette la fretta e l’ansia? Ti accorgi di come questo volerlo risolvere subito, magari per toglierti il pensiero, ti succhia maledettamente energie, ti svuota e ti fa commettere i peggiori errori? Ma veramente è poi così urgente come ci dicono o vogliono farci credere? Io penso che il vero problema sia l’urgenza, e in generale credo che le urgenze non esistono: esistono persone in ritardo!..

E allora andiamo oltre! Usiamo il canale dell’immaginazione per bypassare tutto sto’ teatrino e proiettiamoci direttamente al dopo! Quando il problema è stato già risolto e tutto è andato per il meglio!

Ciò non significa negare che i problemi esistano, significa riconoscerli, e metterli in stand-by, cercando intanto le migliori condizioni per recuperare lucidità ed energie fresche!

E ce ne facciamo tante di pippe!!! E più la nostra attenzione viene assorbita dalla preoccupazione, e più questa crescerà! Dove va l’attenzione là va l’energia. E ciò su cui va l’energia si amplifica.

Se questo è il meccanismo, e allora facciamocene una buona di pippa! Una sana, che ci metta nelle condizioni migliori per affrontare il problema! Il processo è lo stesso, solo che decidiamo noi che pippa farci. Se funziona in negativo producendo blocco, perché non dovrebbe funzionare in positivo generando fiducia?

È la tecnica di “agire come se”. Qui, immaginandoci già oltre quel problema, sfruttiamo la funzione dell’immaginazione come catapulta che ci proietta oltre la difficoltà del momento e ci fa giungere direttamente all’immagine del risultato desiderato. E mantenendo fissa nella nostra mente questa nuova immagine, produciamo in noi un’energia nuova e positiva. Pensate! Possiamo persino arrivare a ringraziare in anticipo per ciò che di buono si è ottenuto. È un po’ come anticipare la realtà del futuro nel presente e portare il futuro desiderato nel presente per usufruire dell’energia che questo ci da, ed affrontare meglio il problema!

E’ così che possiamo dare unthumb-em-busca-da-felicidade-23-7-2014-13-47-45-593a nuova piega alla realtà! Autorìzzati a produrre immagini nuove che si sostituiscano a quelle vecchie! (Tolti i divieti…si autorizza a..!) E’ questa la strada, e bisogna allenarsi per stabilizzare questo nuovo approccio alla realtà. Potrai trovare benefici immediati. Ma è solo allenandoti continuamente grazie alle situazioni che la vita ti propone, che potrai stabilizzare questo nuovo atteggiamento e queste nuove immagini.

Solo tu puoi farlo! C’è qui, che fa al caso tuo, questa visualizzazione guidata che ho elaborato per aiutarti a guardare oltre, e iniziare a ritrovare la serenità che occorre per porsi di fronte ad un problema.

E’ tua! E puoi guardarla e scaricala gratuitamente qui!


Sull'autore

Sono Giovanni De Gregorio, ideatore di "Sintetizzando": il Blog che ti aiuta a conoscere, gestire e trasformare il tuo mondo interiore. Qui troverai esempi pratici e materiale multimendiale che ti aiuterà a diventare più padrone di te! Sito personale: http://www.giovannidegregorio.it/



2 Responses to RITROVARE LA SERENITA’ DI FRONTE AD UN PROBLEMA

  1. Ho il piacere di confermare la mia presenza in questo blog, poiche’ un tempo ho frequentato
    il ” Circolo dei naviganti dell’inconscio ” del quale ero all’unanimita’ il capitano , ho avuto la
    possibilita’ di conoscere persone meravigliose e condividere l’esperienza dell’appartenere ad un gruppo protetto dove ho imparato l’importanza del ” potere interiore ” che ogni essere umano possiede e magari non e’ consapevole di averlo. Ho sempre avuto fiducia in te , caro
    Giovanni, e posso testimoniare che durante il periodo degli incontri , un poco alla volta con pazienza e perseveranza sentivo che esisteva dentro di me , nel profondo dell’anima un piccolo essere” bloccato” dalla paura di manifestarsi , un bambino che aveva sempre creduto
    che ” farsi vedere ” o esprimere le sue emozioni gli evitava la sofferenza ……senza rendersi conto che in questo modo evitava anche la gioia !
    Con questa mia sono venuto addirvi che ( una parola ) scusate se sono poche , ma una parola e’ poco e due sono troppe , il resto se volete al prossimo contatto……che spero faccia bene anche a voi , come lo e’ stato per me .
    Il Signore vi benedica .

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