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Psicologia

Published on 23 Gennaio, 2017 | by Giovanni De Gregorio

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NON E’ MAI TROPPO TARDI PER AVERE UNA BUONA INFANZIA

Molte delle nostre migliori energie sono rimaste bloccate nel passato! La capacità di meravigliarsi, di entusiasmarci, la capacità di amare e di essere amati, restano in parte o del tutto latenti in una parte di noi, perché nessuno ha potuto o ha saputo riconoscerle quando ne era il tempo.

È il bambino interiore il depositario di queste “mancate espressioni di noi stessi”, oggi spesso riconducibili a memorie o ricordi di incomprensioni e mancanze subite. Adesso al loro posto troviamo rabbia, frustrazione e ricerca di risarcimento che hanno condizionato non solo il nostro passato ma che continuano a condizionare senza accorgercene anche il nostro presente, creando continue relazioni insoddisfacenti.
E’ tempo di andarcelo a riprendere il nostro piccolino! E in questo articolo diremo come..

 Non è mai troppo tardi per farsi un’infanzia felice.
[Tom Robbins]

“Ma il passato è passato!”…potrebbe farci osservare qualcuno dentro o fuori di noi! Ormai è troppo tardi cosa si può fare?
Un’approfondimento sulla conoscenza di noi stessi, può aprirci a questo punto la mente:

“C’è una parte della nostra psiche rimasta ancora neutra, non plasmata, ma che è sensibilissima alle impressioni, obbediente ai comandi (purché dati in modo adatto). E’ l’Inconscio Plastico!
Si può paragonare ad un deposito inesauribile di pellicole fotografiche non impressionate. E’ sostanza plastica pronta ad essere modellata, energia pronta ad essere utilizzata. E’ la nostra immensa ricchezza interna, ma questo tesoro, data la sua natura, deve venir vigilato attentamente finché non venga manomesso, deteriorato, corrotto da influssi nocivi.

Essa è praticamente inesauribile, ci dà la capacità di apprendimento, di sviluppo, di miglioramento; costituisce invero la nostra perenne giovinezza psicospirituale.
[Roberto Assagioli]

 

E va be’, metti anche che questo fosse vero, ma come potrebbe cambiare la situazione?

E’ grazie a questa parte di noi, chiamata inconscio plastico, che ciò che era rimasto bloccato in qualche fotogramma dolente del nostro passato ora può riattivarsi, può riprendere la sua crescita naturale ed evolversi. E’ su questa pellicola vergine, presente in quantità indefinita in ciascuno di noi, che possiamo stampare nuove credenze e nuove modalità di espressione di noi stessi. Altrimenti verrà stampato il solito copione frutto delle esperienze e delle memorie del passato.
Tutto ciò che ci è successo nel passato, in realtà non è passato! Basta buttarci un attimo su l’attenzione e riemerge magicamente come se tutto fosse accaduto ieri! Basta soffiare sulle ceneri ed ecco che il fuoco si riaccende! Tutto quello che ci ha fatto soffrire da bambini è quindi ancora lì, con le sue richieste in attesa di risposte. E ci condiziona sempre, anche oggi, perché nel mondo interiore il passato non esiste!

Se ci rendiamo conto che per l’inconscio tutto è presente, attuale,
risulta chiaro che internamente non è necessario invecchiare.
Questa è una cattiva abitudine di cui potremmo e dovremmo correggerci.
Vecchio “psicologicamente” è soltanto chi si ritiene e chi si accetta tale.
[Roberto Assagioli]

Il passato è una dimensione della coscienza, di quella parte di noi che si accorge di ciò che ci sta accadendo. Ricordate?

Ehi Giò, ma questa storia del bambino interiore è una storia vecchia! Io c’ho provato, ma sto’ bambino me lo ritrovo sempre lì a fregnare!!! Si lamenta di tutto quello che avrebbe dovuto avere e non ha avuto! E alla fine…come faccio a dargli torto???

Il punto è proprio questo! Se andiamo nel passato per cercare di districare i nodi, finiremo per rimanerci incastrati! Lì, su quella parte della pellicola già impressionata, le ferite scottano troppo! Il dolore è ancora vivo. La rabbia ci travolge e ci assorbe. Il passato è un tempo troppo forte per noi. Occorre portare i nostri bambini nel presente, “qui ed ora” con quello che oggi siamo diventati. Da questa posizione possiamo proteggerlo, consigliarlo, indirizzarlo, in una parola “educarlo” (dal latino educere, condurre fuori e cioè tirare fuori il meglio).

Ahhhhh Giò! Finalmente! Così il mio bambino potrà crescere ed io mi libererò di queste lagne!!!

Giammai! Avremo sempre una parte bambina dentro di noi. E per fortuna direi! Si tratta solo di portare in noi un bambino più evoluto, ma sempre di un bambino si tratta! Di un bambino con la sua sensibilità, che però dal canto di quel che siamo oggi, sapremo proteggere e valorizzare. Passeremo da un bambino lamentoso e arrabbiato che pretende sempre qualcosa, ad un bambino sensibile ma in grado di divertirsi, giocare e meravigliarsi grazie alla nostra presenza educatrice.

SINTETIZZANDO:

“Non è mai troppo tardi per avere una buona infanzia!”
Ognuno porta in se una parte bambina “che fa il suo mestiere”! A seconda della propria tipologia e della propria storia, il processo evolutivo e di crescita può, nel poco o nel molto, essere rimasto bloccato, imbalsamato nelle sembianze di questo bambino insoddisfatto ed incompreso che occorre quindi condurre nel presente! È questo, infatti, l’unico tempo in cui abbiamo potere sui nostri bambini interiori, per “educarli” in uno scenario più ampio di quel che siamo oggi e di ciò che è divenuto essenziale per noi. Non è bene quindi ritornare nel passato, dove rimarremmo bloccati per la potenza di queste energie, ma serve condurre qui, nel presente, il nostro piccolino in una coscienza più ampia dove possa riprendere grazie a noi e a ciò che siamo oggi e a quello in cui oggi crediamo, la via della sua migliore espressione. Potremmo così impressionare sulla pellicola vergine del nostro inconscio (inconscio plastico) nuove modalità di espressione, e quindi nuovi fotogrammi che si sostituiranno gradualmente a quelli precedenti. Ricordate “La stanza dei bottoni”? E di questo atto di volontà ne beneficerà la nostra intera persona, potendosi riattivare quegli aspetti vitali della nostra crescita personale rimasti incastrati nel passato!

Ciò che vi propongo ora è di imparare a rimanere giovani, recuperando il rapporto con il nostro bambino interiore.
A tal fine occorre iniziare a produrre nuovi fotogrammi interiori nel rapporto con il nostro bambino interiore, in maniera che possiamo essere noi a condurre lui…e non il contrario!

Leggi e interiorizza queste istruzioni e poi esercitati fino a raggiungere una pace interiore:

  • Trova cinque minuti e una stanza o uno spazio dove nessuno potrà mai venire a disturbarti, fosse anche il WC! Questa sarà la tua stanza segreta, il cuore di te stesso, un posto dove esisti solo tu! Avverti questo spazio segreto come il tuo rifugio interiore. E’ qui che potrai venire a rifugiarti ogni volta che vuoi!
  • Ora rientra dentro di te e riconosci i pesi, le tensioni e le preoccupazioni, che ti senti appiccicati addosso.
  • Mentre chiudi concretamente la porta di questa stanza, immagina contemporaneamente di aver chiuso fuori anche quegli stessi pesi, quelle stesse tensioni e quelle stesse preoccupazioni che ti appesantivano! Senti, quindi, proprio la sensazione fisica di esserti alleggerito e la soddisfazione di “sano egoismo”.
  • A questo punto se vuoi puoi inserire un sottofondo musicale che ti ispiri per tutta la durata dell’esercizio.
  • Raccogliti in te stesso e chiudendo gli occhi, guardati con purezza, come se tu fossi la cosa più sacra che conosci, la tua Anima, il tuo Sé! E invocala, chiamala continuamente ed ininterrottamente: “Anima mia! Anima mia! Anima mia…..”, oppure “Mio Sé! Mio Sé! Mio Sé…” fino a sentire delle corrispondenti sensazioni fisiche (c’è chi avverte brividi, chi commozione, chi una sensazione di improvvisa leggerezza…).
  • Poi rivolgiti al tuo piccolino/a, a quella parte di te che si sente incompresa e ferita, come se ti riferissi a qualcosa di prezioso. Immagina la scena davanti agli occhi: Guarda quanti anni ha. Guarda la posizione in cui la ritrovi. Avverti le sue emozioni.
  • Dille pure: Piccolino/a, eccomi sono arrivato/a. E vedete se e come risponde…
  • Anche se arrabbiato non può fare a meno di voi, e’ solo questione di tempo… Chiedetegli scusa per averlo lasciato solo. Quindi con delicatezza, ma con fermezza cercate di fargli capire che ora sarà diverso! Che ora ci siete voi che vi prenderete cura di lui/lei. E che non lo/la lascerete più! Ricordate: le promesse che si fanno ai bambini vanno mantenute, altrimenti perderete la loro fiducia!
  • Non finire nel tranello di commentare il passato, finiresti per rimanerci incastrato! Portalo qui nel presente, digli che insieme potrete ora divertirvi. Portalo con te al lavoro, in palestra, nelle faccende quotidiane. Se avverti tristezza portalo appena puoi a prendere un gelato o a divertirsi al luna Park. Se avverti paura, consolalo! Fagli sentire la tua presenza, la fiducia in quello in cui credi! Ciò che farai al tuo bambino interiore…lo farai a te!
  • Tutto questo diventerà presto naturale e automatico, col risultato che tornerai a gioire e a meravigliarti come solo un bambino sa fare…


Sull'autore

Sono Giovanni De Gregorio, ideatore di "Sintetizzando": il Blog che ti aiuta a conoscere, gestire e trasformare il tuo mondo interiore. Qui troverai esempi pratici e materiale multimendiale che ti aiuterà a diventare più padrone di te! Sito personale: http://www.giovannidegregorio.it/



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