E' un'ingiustizia però...!

LA SINDROME DI CALIMERO | Sintetizzando



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Published on 1 Settembre, 2018 | by Giovanni De Gregorio

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LA SINDROME DI CALIMERO

E’ un’ingiustizia però…!

La chiamano “Sindrome di Calimero”. Calimero è un pulcino “piccolo e nero” che, dopo ogni avventura, incompreso e triste, si sente sempre “vittima” di ingiustizie. In realtà ciò che gli succede sembra dipenda proprio dal suo modo di vedersi: piccolo e nero, indifeso e sfortunato. La sindrome di Calimero è sinonimo di vittimismo, quell’atteggiamento psicologico che ci porta a sentirci “vittima” del destino, degli eventi esterni e talvolta anche degli altri.

Certo, a ognuno di noi è capitato, nelle relazioni con gli altri, nella vita di tutti i giorni o sul posto di lavoro, di avvertire un profondo senso di ingiustizia e di pensare per un momento “perché proprio io?”“ma tanto non cambia mai niente”“tanto non ce la faccio”. Ben diverso, però, è fare del vittimismo il proprio modus vivendi. Il vittimismo, che sottende un modo immaturo di affrontare la realtà e vivere i rapporti con gli altri, altro non è che un alibi. Si innesca quando la persona sente di non poter reggere il confronto con qualcuno o il peso di una situazione. Invece, auto-convincendosi di essere una vittima, può ottenere molti vantaggi: l’ascolto e la premura degli altri, più attenzioni e protezione. [da “Il Cinema Insegna”]

Nella nostra ottica dei doni nascosti, cosa si nasconde in Calimero?

A prescindere dallo stile o meno, ogni volta che finiamo nella città di “Vittimopoli” perdiamo il nostro più grande prerequisito:
“La possibilità di scegliere“.
Quando parliamo di “scegliere” non dobbiamo pensare solo alle decisioni più importanti della nostra vita, il lavoro, la famiglia. Tutti i giorni abbiamo la possibilità di scegliere, di affrontare la giornata con un atteggiamento di fiducia e, scegliere di fare la propria parte con convinzione, scegliere di fare il meglio che possiamo.

Dobbiamo ammetterlo, sentirci vittime ci fa sentire bene, perché ci rende “innocenti”. Però ci rende anche impotenti.

Per quanto vittimizzarci possa sembrarci la soluzione più semplice, abbiamo sempre una scelta. Non possiamo cambiare una situazione, ma possiamo sicuramente cambiare il modo in cui rispondiamo a quella situazione.

Nell’agosto del 1940 lo psichiatra Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, fu arrestato per attività pacifiste e internazionaliste, invise al regime fascista. Anziché uno spiacevole contrattempo o una tragedia, questa fu per lui un’occasione fondamentale di crescita e rinnovamento interiore.

“Capii che ero libero di assumere uno fra molti atteggiamenti nei confronti di questa situazione, che potevo darle il valore che volevo io, e che stava a me decidere in che modo utilizzarla:
– Potevo ribellarmi internamente e imprecare; oppure potevo rassegnarmi passivamente e vegetare; potevo lasciarmi andare ad un atteggiamento malsano di autocompatimento e assumere un ruolo di martire;
– potevo affrontare la situazione con un atteggiamento sportivo e con senso dell’umorismo, considerandola un’esperienza interessante (quella che i tedeschi chiamano ‘Erlebnis’).
– Potevo trasformare questo periodo in una fase di riposo, in un’occasione per riflettere tanto sulla mia situazione personale – considerando la vita vissuta fino ad allora – quanto su problemi scientifici e filosofici;
– oppure potevo approfittare della situazione per fare un allenamento psicologico di qualche genere;
– infine, potevo farne un ritiro spirituale.
Ebbi la percezione chiara che l’atteggiamento che avrei preso era interamente una decisione mia: che toccava a me scegliere uno o molti fra questi atteggiamenti e attività; che questa scelta avrebbe avuto determinati effetti, che potevo prevedere e dei quali ero pienamente responsabile. Non avevo dubbi su questa libertà essenziale e su questa facoltà e sui privilegi e le responsabilità che ne derivavano.” [da “Libertà in prigione”]

da mercoledì 19 settembre 2018, alle ore 18
“CONOSCI TE STESSO”
Un percorso settimanale di gruppo che ti aiuterà ad affrontare l’insicurezza,
a smettere di dare la colpa agli altri e/o al destino
e a scegliere di fare la propria parte.

Gli incontri si svolgeranno presso il Centro di Psicosintesi Applicata, in via S. Di Giacomo, 15 a C.mare di Stabia (NA).

E’ previsto un numero massimo di 15 partecipanti. Raggiunto il quorum si chiuderanno le iscrizioni. Per iscriversi basta effettuare un bonifico di 20€. La quota di partecipazione ad ogni incontro è di 25€. E’ questa anche un’opportunità che il Centro offre a chi desidera seguire un percorso di crescita personale, ma non può consentirsi un costoso lavoro di psicoterapia individuale. Ovviamente il suddetto percorso non sostituisce un lavoro individuale qualora fosse necessario. In ogni caso, il lavoro di gruppo accelera i processi di crescita personali ed è un catalizzatore dei processi di sviluppo relazionali.

Sono previsti sconti per pacchetti mensili e trimestrali e per i giovani al di sotto dei 25 anni.

Per maggiori informazioni:

centrodipsicosintesiapplicata@gmail.com

Dott. G. De Gregorio: 3287028197 (contatto anche wathsapp)

La visione dell’uomo che farà da cornice all’intero Percorso è la Psicosintesi di Roberto Assagioli. La metodologia utilizzata farà buon uso del canale immaginativo, avvalendosi del famoso metodo proiettivo utilizzato nel best-seller “Illumina il tuo lato oscuro”, di Debbie Ford.

Per favorire la comunicazione e introdurre il processo formativo, verranno inoltre utilizzate scene ad hoc, tratte da film selezionati dal rinomato archivio de “Il Cinema Insegna”, di cui il sottoscritto è grande estimatore ancorché abbonato. Ciò, come già sperimentato, armonizza il clima di gruppo e predispone alla creatività e alla produzione di idee.

Il Percorso seguirà il naturale sviluppo del gruppo e prevederà alcune uscite guidate, per visite culturali organizzate dall’Ass. “Tappeto volante”, finalizzate ai temi del gruppo e alla migliore conoscenza dei suoi membri (1. “Leonardo da Vinci”. Mostra spettacolo sulla vita, le opere e le macchine del genio toscano. Sorrento [Museo dell’orgoglio italiano]. 2. “L’invisibile Pompei – Experience”. Un’incredibile esperienza cognitiva e sensoriale guidata, sui reperti archeologici provenienti da Pompei e dintorni. Sorrento [Museo dell’orgoglio italiano] 3. “L’inferno di Dante”, nel Museo del Sottosuolo di Napoli).


Sull'autore

Sono Giovanni De Gregorio, ideatore di "Sintetizzando": il Blog che ti aiuta a conoscere, gestire e trasformare il tuo mondo interiore. Qui troverai esempi pratici e materiale multimendiale che ti aiuterà a diventare più padrone di te! Sito personale: http://www.giovannidegregorio.it/



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