Psicologia

Published on 28 Marzo, 2017 | by Giovanni De Gregorio

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IL SESSO NON È L’AMORE, MA…

Quando stiamo con il nostro partner, quanto ci accorgiamo davvero di avere di fronte un’altra persona?
Quanto riconosciamo che di fronte a noi c’è un altro mondo?
Quanto riusciamo a rispettare questa diversità che ci si pone innanzi?
E quanto ci accorgiamo che la persona che abbiamo davanti non ha nulla a che vedere con il nostro passato, ma è un essere completamente diverso da noi, del tutto originale?

Quale pienezza potrebbe ispirarci la consapevolezza di tutto ciò!?!

Ed invece nei rapporti più intimi, specie quelli in cui a volte riusciamo ad aprici anche un po’ in più, lo dimentichiamo. E così finiamo per sentirci attraversati da un vuoto.
La reazione più immediata è di colmare questo vuoto. E ciascuno lo fa a modo suo…
In questa cornice per molti il sesso diventa l’antidoto. Ma più è profondo il vuoto e più il sesso si perverte, perché non basta mai.
E se questa storia continua, ecco comparire  le prime disfunzioni sessuali, tanto svariate quanto è ricco l’animo umano che le produce. E lì cala il sipario, quando l’attenzione si focalizza sul sintomo facendo perdere di vista la causa.

Dov’è finita l’energia dell’eros? Questo è il problema…

…bisogna portare a dignità spirituale le energie dell’eros!
[Roberto Assagioli]

 

L’eros, l’energia vitale che non ha nulla a che vedere con quanto ci viene oggi proposto dai media e dal contesto sociale che ci circonda. Basterebbe cliccare la parola eros sul web per capire ciò a cui mi riferisco. Eros oggi è diventato qualcosa che richiama facilmente al volgare ed ha preso un’accezione completamente diversa dal suo significato originario, perché manca della concezione profonda dell’altro. Di un altro da riconoscere , di un altro da rispettare, ..di un altro mondo insomma!

Ehi Giò, oggi ti metti a fare il filosofo? E ci manca pure che adesso tiri fuori il Logos e stiamo apposto!

Beh, se ci tieni potremmo dire che è proprio il Logos che può toglierci le castagne dal fuoco! Quel principio cioè, capace di dare direzione verso mete e scopi di valore. Tiè! :-))
Senza questo la spinta più forte resta quella del passato. Le immagini del nostro passato si sovrappongono a quella persona. Immagini di frustrazioni subite da piccolini e da adolescenti, che reclamano la stessa soddisfazione di allora, lo stesso risarcimento per ciò che secondo noi abbiamo ingiustamente subito. Ed è questo che ci impedisce di vedere l’altro per come è. Per come è nei suoi limiti e per come è nelle sue potenzialità.
A quel punto non c’è sessualità che tenga. I mondi si confondono. Il mondo ne approfitta. La genitalità vien confusa con la sessualità e la sessualità con l’amore. Il sesso diventa allora l’amore. L’amore viene desoggettivato di una presenza più profonda. Ma è lì in quel profondo la sorgente della forza vitale, della forza dell’eros che come un magma incandescente non può essere arrestato.

“Il sesso non è l’amore!
Bisogna fare distinzione tra genitalità, sessualità, erotismo.
L’erotismo è la carezza più tenera che esiste!
Io amo erotizzare la vita, il mondo e i mondi implosi nelle sofferenze, perché l’erotizzazione è una carezza a distanza. L’erotizzazione da la vita alle persone che sono senza anima, che hanno perso il contatto con l’anima. L’erotizzazione fa sentire viventi. L’erotizzazione è quella cosa che permette ad Assagioli di dire che bisogna oltrepassare i falsi orgogli, le ansie inutili, le false identificazioni sulle subpersonalitá e arrivare al Centro dell’Essere, della persona, Riconoscendola, Affermandola, Salutandola! Pensate: Entrare nelle persone. Questo significa erotizzare! Significa far sentire le persone avvolte da un’accoglienza particolare, in un mondo in cui l’erotizzazione è confusa con delle cose veramente oscene e di cattivo gusto che non rispondono alla bellezza e al criterio della bellezza.”

[Antonio G. Tallerini]

Fermiamo il gioco! Non facciamoci fregare più dalla frenesia di questa società che “usa e getta” tutto. Che cerca la via più facile ma meno efficace e duratura. Che assoggetta tutto a valori economici che non meritano questo primato di importanza. Che non sa più godersi le cose, piacere compreso. E poi…erotizziamo la vita, erotizziamo noi stessi! Lasciamoci riscaldare da quest’energia, lasciamo sciogliere i ghiacciai che si sono creati in noi a causa degli eventi insultanti che abbiamo incontrato nella vita, insultanti perché non hanno tenuto conto della nostra insopprimibile “voglia di esserci” più profonda. Per una volta sentiamoci importanti per quello che siamo, a prescindere dagli obiettivi che intendiamo raggiungere.
Con somma meraviglia, una volta riconosciuto il nostro valore intrinseco, che meritiamo per il solo fatto di esserci, scopriremo in noi gli effetti benefici di una presenza vitale che comincia ad affermarsi, e a sciogliere i nostri pregiudizi, a sciogliere i ghiacciai che ci hanno paralizzato perché i venti freddi delle paure sono riusciti a penetrare. Solo quando questo finalmente avverrà, cominceremo a vedere dei reali cambiamenti nella nostra vita, cominceremo a diventare consapevoli di avere funzioni e territori interiori da poter far fruttare.

Namaskar, dice il saluto indiano che significa “saluto il divino che è in te”! Dovremmo svegliarci ogni mattina e dirlo come primo pensiero a noi stessi: Namaskar! E risvegliare così questa forza sacra dalle profondità del nostro essere.

Dopo aver finalmente iniziato a riconoscere noi stessi, allora si che sapremo come poter riconoscere l’altro. Ogni volta che lo vediamo potremo intimamente dirgli “Namaskar”, saluto il divino che è in te, anche se apparentemente di divino nell’altro, al momento non sembra esserci nessuna traccia. Potremmo allora cominciare a riconoscere chi ci sta di fronte, e soprattutto chi ci sta intimamente di fronte, il partner che abbiamo scelto! Potremo entrargli dentro facendolo sentire accolto da un’accoglienza particolare, che lo ama così com’è! Che non spinge per cambiarlo. E apriremo così le porte a un nuovo meccanismo che permetterà  all’eros di entrare in circolo per sciogliere le barriere di ghiaccio che si sono create.

Il sesso in questa fase diventa lo strumento che fa da cornice e da sfondo a questo processo, lo strumento che ci infiamma, ci fa vibrare a frequenze altissime, in amplessi a cui abbandonarci per cogliere le note delle meravigliose dimensioni superiori. E l’amore il suo prodotto di sintesi…
E’ per questo che il sesso non è l’amore, ma lo strumento attraverso cui l’amore può esprimersi. Il sesso diventa allora l’espressione diretta di una forza creativa, propulsiva e fecondatrice!
Un espressione che genera altro amore e feconda la coppia…

“L’amore dato non ritorna a posto.
Ma resta in giro e rende il cielo immenso…
il cielo immenso..
il cielo immenso.”
[Jovanotti]


Sull'autore

Sono Giovanni De Gregorio, ideatore di "Sintetizzando": il Blog che ti aiuta a conoscere, gestire e trasformare il tuo mondo interiore. Qui troverai esempi pratici e materiale multimendiale che ti aiuterà a diventare più padrone di te! Sito personale: http://www.giovannidegregorio.it/



2 Responses to IL SESSO NON È L’AMORE, MA…

  1. Angela says:

    Riuscire a salutare noi stessi e gli altri con “Namaskar” ci darebbe sicuramente occhi nuovi per leggere la nostra vita, in tutti i suoi aspetti, in modo completamente diverso. Una delle difficoltà è riuscire a guardare oltre tutto ciò che “inquina” e offusca il divino che è in ognuno di noi…
    Grazie per l’articolo, spunto di nuove riflessioni…

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