Hai presente quando gira e rigira e ..." /> LA STANZA DEI BOTTONI! Come funziona veramente il nostro mondo interiore? | Sintetizzando

Psicologia

Published on 19 Dicembre, 2016 | by Giovanni De Gregorio

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LA STANZA DEI BOTTONI! Come funziona veramente il nostro mondo interiore?

Hai presente quando gira e rigira e ti ritrovi sempre allo stesso punto? Quando dopo aver fatto di tutto per risolvere una data situazione, ti sembra di essere ritornato al punto di partenza? In quel momento ti pare di aver perso solo tempo e che tutto quello che hai fatto per cambiare te stesso o quella determinata situazione non sia servito a nulla! In realtà questi momenti dovrebbero spingerti a chiedere dove sei veramente e in che modo stai funzionando. Ed invece spesso finiamo per lasciarci prendere dalla rabbia, dallo sconforto e quindi desistere…

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“O’ cervell è na’ sfoglia e cipolla!” (detto napoletano) 
Traduz.: “Il cervello è così complesso, quanti sono gli strati interpenetranti che formano la cipolla!”   :-))

Chi non ha mai desiderato trovare una qualche legge utile a spiegare il perché di certi nostri o altrui comportamenti o azioni? In sostanza capire come funzioniamo e/o perché ci si comporta in un determinato modo? Questo, proprio per imparare a utilizzarci e a gestirci meglio! Magari poter scovare una piccola formula matematica, o qualche algoritmo magico che ci sveli il segreto per far funzionare bene la nostra testa!?! Possibile che non esista niente?

 

In realtà qualcosa c’è! La stanza dei bottoni esiste, ed è dentro di noi! E’ lo spazio interiore dove nascono crescono e muoiono le nostre CREDENZE! Ed è qui che bisogna agire per cambiare davvero qualcosa!
Premesso che non ci interessa dare ricette preconfezionate per raggiungere la felicità, sono tuttavia abbastanza certo che anche la mente abbia le sue leggi.

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In questo articolo vi verrà illustrato, in pochi e brevi passaggi, il processo attraverso cui i nostri pensieri diventano azioni e sviluppano le nostre credenze! Ed il modo in cui poterne generare di nuove..

Ehi Giò, e quante storie!! Ma forse stai parlando dei classici circoli viziosi? …E lo sappiamo già!!! Adesso ci dirai, o che le emozioni negative vanno combattute, o che vanno evitate senza soffermarci su di esse, ma anzi andando al loro opposto! Altri ci hanno pure detto che la questione consiste nel cambiare comportamento creando così nuove abitudini! Vuoi sapere la verità??? A me sta roba non mi funziona una cippa!?!

E c’hai ragione ti rispondo io!!! Anch’io quando vado contro le emozioni del momento, finisco col prendere certe capocciate!! E quando le caccio dalla porta, non appena poi mi distraggo un attimo, magari me le ritrovo che rientrano per la finestra. Per non parlare quando cerco di agire sui miei comportamenti cercando di cambiarli. In tal caso la percentuale di riuscita arriva al massimo al 20%. Partire dalle nostre emozioni e dai nostri comportamenti probabilmente non è la chiave giusta per creare quel cambiamento stabile in noi che non ci faccia ricadere sempre negli stessi errori.

Sia le emozioni che i comportamenti sembrano infatti un effetto di un’idea\immagine di noi che li produce. Un’idea\immagine di noi stessi sta dietro ad ogni nostra emozione e ad ogni nostro comportamento e rappresenta un convincimento profondo caricato con una potente tonalità emotiva. Attualmente potrebbe anche essere definito come una credenza.

Una credenza è capace di polarizzare ed orientare tutte le energie in una determinata direzione. Una sorta di calamita capace di magnetizzare, attirare, far orbitare e quindi ipotecare emozioni e comportamenti. E questo funziona sia per le cose positive che per le cose negative… 

Ammazza e quante ne sai oggi, Giò! E facci un esempio che forse è meglio..!

Ok! Ecco un esempio di tutti i giorni. Se per qualsivoglia motivo, sono convinto di essere una persona insicura e incapace, secondo voi quale emozione potrò mai provare di fronte ad una situazione di difficoltà?

R.: Molto facilmente sarà la paura…!

Accendiamo! E qual è istintivamente la prima azione che una persona compie quando ha paura?

R.: Molto probabilmente cercherà in tutti i modi di scappare o evitare quel problema…! E seppure si costringesse ad affrontarlo, è facile che agirebbe in condizioni interiori sfavorevoli che lo potrebbero a conseguire risultati insoddisfacenti.

Peeerfetto! E ditemi ancora: il conseguire risultati insoddisfacenti non conferma l’idea a monte di essere una persona insicura e quindi incapace? Come vedete il circolo vizioso è completo!

E stabbene!! E su questo ci potremmo anche stare! Ma come si fa a cambiare questa poesia?

Abbiamo visto che agire sull’emozione, magari dicendo a se tessi “No, non devo avere paura!” è qualcosa che non fa altro che amplificare la stessa paura, …provare per credere!
Abbiamo detto che agire sul comportamento porta ad un risultato modesto.
Rimane quindi da agire sull’idea a monte!

È una parola!!! E come si fa…??

Se vuoi puoi guardare gratuitamente, qui di seguito,  le tavole del cambiamento con le relative catene funzionali, ed avere così un impatto visivo immediato.

Hai mai fatto caso come provando ad immaginare noi stessi in una data situazione, di lì a poco sia emersa una fantasia, alias un’immagine di noi corrispondente? Magari in un momento di difficoltà, ho immaginato me stesso mentre fuggo, o che piango, o paralizzato, o minuscolo, o sotto processo, ecc…. Se non ti è mai successo, prova a farci caso d’ora in poi. Non occorre sforzarsi di immaginare, basta lasciare che emerga naturalmente… Ecco perché parliamo di idea\immagine. Dietro ogni azione ed ogni sentimento, c’è un’immagine di noi! Ma è un’immagine scelta o automatica? Questo è il problema! 

4Allora agire su di essa significa:

  1. Riconoscerla
  2. LASCIARLA ANDARE! (se indesiderata)
  3. Sperimentare e sviluppare una “nuova immagine di sé” più aderente alle nostre reali potenzialità ed inclinazioni naturali.
  4. Caricare emotivamente questa “nuova immagine di sé” attraverso la soddisfazione di esprimerla.

 

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 In sintesi, non serve quindi andare contro un’immagine svalutante di noi, perché questo porterebbe solo ad amplificarla, dato che tutto quello a cui diamo attenzione si amplifica.
Occorre invece crearne una nuova, coltivarla così come si fa con una piantina a partire da quando viene gettato il seme. Si tratta quindi di utilizzare lo stesso processo della catena funzionale, solo in maniera consapevole e positiva creando così un nuovo convincimento profondo, una nuova credenza.

Nel nostro caso, se per esempio all’idea/immagine a monte “sono insicuro”, sostituisco una nuova idea immagine del tipo “in me c’è tutto quello che serve per riuscire”, questa nuova credenza opportunamente sperimentata e valorizzata nel tempo, secondo voi cosa mi susciterà?

R.: Certo, che se so che in me c’è tutto ciò che serve, forse me ne starò più tranquillo e prima o poi troverò quello per cui sono portato e che mi fa sentire soddisfatto. E questo mi darà probabilmente più coraggio!

Così mi piaci!! Sei d’accordo che quando uno si sente più incoraggiato riesce a conseguire risultati più soddisfacenti?

R.: In effetti detta così non fa una piega!

E quando uno ottiene risultati soddisfacenti, questo non serve a dargli di più fiducia e quindi a rafforzare l’idea a monte che “in me c’è tutto quello che serve per riuscire!”?

R.: ..e anche questo è vero!

A questo punto, il gioco è fatto! Abbiamo creato un nuovo circolo che si autoalimenta e che potremmo definire questa volta “virtuoso” perché non è automatico, non è basato su immagini di noi svalutanti o irreali, ma su immagini di noi e delle nostre potenzialità sperimentate. Ogni volta che ne faremo esperienza, infatti, sceglieremo consapevolmente di alimentare questa nuova credenza, che naturalmente si sostituirà a quella precedente.

Ripeto: Non occorre porsi contro il vecchio circolo vizioso. Ciò che realmente ha successo, è la costituzione di un nuovo circolo virtuoso, da coltivare e su cui porre continuamente attenzione. Chiaramente è naturale che per un determinato periodo iniziale di tempo le due modalità e le due credenze dovranno convivere e che quella ‘negativa’, essendo stata alimentata da più tempo, potrà ancora darci qualche problema.

idea

Una vota’ m’ facist! (detto napoletano)
Trad.: La prima volta mi hai fregato…e va bene! Ma ora che lo so non mi freghi più!

Con questa consapevolezza possiamo riconoscere le vecchie e meccaniche modalità, con tutti i loro divieti e blocchi ogni volta che dovessero ripresentarsi e quindi spostare la nostra attenzione sulla nuova credenza: “Non sono incapace! In me c’è tutto quello che serve per riuscire!” Siccome possiamo scegliere di dare attenzione ad una sola cosa alla volta, la nuova credenza si alimenterà a scapito della vecchia, che man mano si sgonfierà! È così che si ottiene un vero cambiamento, mettendo a dieta di attenzioni la vecchia credenza svalutante e alimentando di attenzioni e significati profondi la nuova!

Possiamo tra l’altro dire, che questo cambiamento attraverso la suddetta catena funzionale, oggi viene perseguito nei settori della pubblicità, delle vendite, e delle pubbliche relazioni.

Una vera ricchezza che gli insegnamenti e le ricerche di Roberto Assagioli e le sintesi del suo allievo Antonio G. Tallerini oggi ci offrono.
Ps.: Non si promettono miracoli perché è soltanto coltivando l’attenzione verso convincimenti più profondi ed essenziali che le cose possono realmente cambiare.

Ehi Giò! Ma questa mi sembra una storia lunga! Ma quanto tempo ci vorrà? Vuoi vedere che nel frattempo “me facc’ viecchio?!?”

E’ vero! Un nuovo “convincimento profondo” o “credenza”, comincia a funzionare solo quando è sufficientemente carico. In effetti, immaginate quanto tempo e quante esperienze abbiamo creato per confermare la nostra vecchia e deleteria credenza. Non è roba di poco! E’ una vita, direbbe qualcuno! Magari è da quando siamo piccoli che qualcuno ci ha portato a convincercene e poi automaticamente, seconda la legge che ogni idea a monte cerca di trovare la sua conferma, ce ne siamo davvero convinti!

Ora, non dico che ci vuole un’altra vita o altri decenni per creare, caricare e polarizzare una nuova credenza, ma almeno un pochino di tempo e allenamento non credete che lo meriti? D’altronde le ricerche della moderna psicologia ci dicono che un allenamento quotidiano che va dai 21 ai 28 gg serve per creare una nuova abitudine. Quindi…testa bassa e pedalare!!! Il cambiamento è vicino…!  

“L’attenzione, l’interesse, l’affermazione e la ripetizione rafforzano le idee, le immagine e le formazioni psicologiche su cui si accentrano.”
(VI Legge della psicodinamica di R. Assagioli)

“La ripetizione degli atti intensifica la tendenza a compierli, e rende più facile e migliore la loro esecuzione, fino a che si arriva a poterli compiere inconsciamente.”
(VII Legge della psicodinamica di R. Assagioli)    


Sull'autore

Sono Giovanni De Gregorio, ideatore di "Sintetizzando": il Blog che ti aiuta a conoscere, gestire e trasformare il tuo mondo interiore. Qui troverai esempi pratici e materiale multimendiale che ti aiuterà a diventare più padrone di te! Sito personale: http://www.giovannidegregorio.it/



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