Chi sono

Senza titolo

Salve! Mi chiamo Giovanni De Gregorio, di professione Psicologo, Psicoterapeuta. Sono nato e vissuto nella costa partenopea della penisola sorrentina. E oggi qui vivo e lavoro..  
Sono un appassionato del grande mistero della mente umana. Dovendo aver a che fare con la mia per “diritto di nascita”…non me ne sono riuscito più a staccare! Quindi ho deciso ad un certo punto di occuparmene prima che potesse andare a finir male… :-))  

Ho studiato a Roma e a Firenze per laurearmi e specializzarmi. Oltre ad esercitare la libera professione da 16 anni, ho lavorato con mansioni direttive in diversi settori del sociale, occupandomi in particolare di minori a rischio, disabili, tossicodipendenti. Ho guardato quindi la sofferenza da diverse angolature…e sono ancora vivo! ..e questo dovrebbe già deporre a mio favore. -))

Odiavo andare a scuola per come era strutturata e per il metodo arido con cui mortificava l’apprendimento, in generale senza un minimo di attenzione alla relazione insegnante/alunno. E forse è per questo che ci sono ritornato quale Consulente educativo, in segno di solidarietà ai ragazzi e ad alcuni insegnanti per vocazione :-). Ho così accumulando oltre 500 h di esperienza sul campo attraverso la realizzazione di progetti finalizzati allo sviluppo e destinati agli alunni, agli insegnanti ed ai genitori in diverse Scuole di ordine e grado.  

Quando ero in formazione e mi recavo dal mio formatore personale, una volta arrivato alla porta, lui mi salutava rivolgendomi a bruciapelo una fatidica domanda: “Chi sei?…Da dove vieni?…Dove vai?” Ed io rimanevo bloccato su due piedi come uno a cui è esplosa una bomba carta in mano! Erano momenti che all’epoca non capivo e giudicavo estrosi e bizzarri. “Che personaggio!”…blateravo tra me e me. Ma erano momenti che rompevano la mia ordinarietà, i miei schemi, quello che cioè immaginavo normalmente dovesse succedere: cioè uno arriva, magari tutto trapelato, bussa e gli si apre dicendo: “Come stai?..”, oppure “Da quanto tempo!..”, o ancora “Fatto buon viaggio?”…e tu rispondi: “bene, grazie!”, oppure “che piacere rivederti!”, e via discorrendo.. Ma ripensandoci oggi, a distanza di circa 10 anni, devo dire che quelle domande erano essenziali! Mi aiutavano davvero a pensare, a dare senso e direzione ai miei problemi, mi aiutavano a non affogare in essi!

Esiste dunque una differenza tra ciò che è essenziale e ciò che non lo è! E quel che è essenziale è sempre un gradino sopra tutto il resto, ti fa rispondere in modo diverso dal solito, ti toglie le castagne dal fuoco, ti apre delle possibilità completamente nuove, ti ammorbidisce, ti apre la mente…e il cuore!


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